Recensione | Resta dentro finché marcisco - Morrigan Vey

Pubblicato il 18 febbraio 2026 alle ore 17:47
Copertina del libro "Resta dentro fincé marcisco" di Morrigan Vey, con sfondo foto via Unsplash di Alexander Krivitskiy

Buona sera caro lettore, oggi parliamo di una collaborazione a cui ho tenuto particolarmente: la mia prima collaborazione in assoluto con una CE - si, in 10 anni non ho mai collaborato con una casa editrice... assurdo, lo so.

Comunque, prima di iniziare a parlare dell'opera, devo fare una premessa importante: è una lettura piuttosto pesante, come vedrai dagli stessi TW, ci tengo quindi a sottolineare che questo libro NON è RIVOLTO A TUTTI, è una lettura che all'inizio mi ha messa molto in difficoltà e non è assolutamente adatto a chiunque.

Now possiamo addentrarci nell'abisso!

Dettagli:

Autore: Morrigan Vey

Casa editrice: Dark Abyss Edizioni

Data di pubblicazione: 14/02/2026
Pagine: 312 - Raccolta di racconti

TW: Body horror, Necrofilia ed erotismo estremo, Splatterpunk, Linguaggio crudo

Trama:

Liturgie carnali per chi ha smesso di guarire

Nel cuore marcio del desiderio, là dove l’amore implode e la carne si fa sacramento, Morrigan Vey intona un vangelo per corpi ossessionati dal vuoto.
Questa raccolta non è un libro.
È un culto.
Un altare d’ossa su cui l’anima si inginocchia, mentre l’eros si decompone e si fa Dio.
Dentro troverai necrofilia mistica, possessioni che entrano dal sesso e si annidano nelle scapole, larve d’amore nate dalla putrefazione, e reliquie di piacere sigillate con baci marci.
Vey scrive come chi prega con la lingua. Come chi ama fino a marcire.
E lo fa senza censura, senza ritegno, senza salvezza.
Per chi non vuole guarire.
Per chi vuole essere scopato dal dolore.
Per chi non ha più pelle da offrire, ma la stacca a morsi pur di essere amato.
Un libro che puzza di morte e profuma di fede.

Autopsia - poco autoptica - dell’opera

Il primo impatto è stato uno shock. E no, non è per dire o un eufemismo, mi sono trovata davvero in difficoltà. Non ero psicologicamente pronta alla portata di questi racconti e al dolore fisico che avrei provato. Ci sono passaggi che mi hanno profondamente turbata e disgustata, per un attimo ho pensato di aver trovato il mio limite. Era tutto troppo. Nonostante ciò però sono andata avanti e, per assurdo, è stato come se il mio cervello a una certa si fosse adeguato a questa nuova forma. Senza neanche accorgermene mi sono ritrovata a divorare un racconto dietro l'altro, sottolineando passaggi e amando ogni scena totalmente disturbante. Con il senno di poi, sono quasi contenta di quell'impatto iniziale, ha reso ancora più catartico il mio cambio di approccio.

Esaminando meglio il libro: è una raccolta di racconti brevi (si aggirano intorno alle 3 pagine circa ciascuno) incentrati sull'amore, non l'amore classico, passionale, tutto rose e fiori; ma più il lato oscuro dell'amore, quello disturbato, ossessivo, controllante, estremamente tossico. Conosci la storia del Conte Von Cosel? Ecco, alcuni racconti riprendono proprio storie d'amore in quello "stile". Altri invece prediligono direzioni più soprannaturali o profane. Il filo conduttore di tutto è sempre  la depravazione vissuta quasi come rituale sacro e trascendentale.

La scrittura risulta molto semplice e "terra terra", si usa spesso un gergo colloquiale ed estremamente diretto, senza sinonimi o simbolismi a mascherare. Ciò comunque non toglie nulla ma anzi, carica ulteriormente il peso sulla nota disturbate rendendola nuda e spietata.

Nonostante sia una raccolta di racconti, e quindi non ci sia una trama da seguire, la lettura ti prende e ti ritrovi a scorrere le pagine come una pazza assetata di sangue.

Qui ho annuito con rispetto

Ci sono racconti che mi hanno segnata più di altri, uno tra tutti "Lacrime della pietra" mio preferito in assoluto, leggilo e fammi sapere cosa ne pensi!

Tornando a noi, ho apprezzato particolarmente alcuni passaggi e alcune chiusure, risultate al mio occhio di poetessa particolarmente soddisfacenti e di impatto (tanto da farmeli sottolineare).

Qualcosa ha toccato terra, immagina cosa

Sinceramente non credo ci sia qualcosa che mi abbia davvero fatto cadere le cosiddette, l'unico appunto che posso fare è che avrei mescolato un po' di più i racconti. Non so se sia una scelta voluta o meno, ma è come se fossero suddivisi per "argomenti" o "temi" (o per lo meno, questa è la sensazione che ho avuto) io avrei trovato più carino fare una sorta di mix e alternarli.

Consigliato, condannato o in libertà vigilata?

Assolutamente consigliato. Se sei in cerca di una lettura in grado di farti attorcigliare le viscere e farti provare dolore dove non batte il sole, questa è sicuramente la lettura che fa al caso tuo.  Ma devi assolutamente farmi sapere qual è il tuo racconto prefe!

Accesso al tomo:

Cartaceo

Dark Abyss Edizioni

Amazon

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.

Crea il tuo sito web con Webador