Cretive copywriting | Caso Studio - Post Victorian Psycho

Pubblicato il 6 maggio 2026 alle ore 17:37

Nei miei lavori l'intenzione è sempre una: creare un post che rispecchi al meglio l'opera. Non solo catturare l'attenzione e la curiosità di un possibile lettore, ma riuscire a ricreare l'atmosfera della trama nella grafica stessa. Perciò per quanto cerchi di mantenere un filo conduttore tra ogni post, l'intento principale è sempre rimanere coerente con il libro di cui si parla.

Oggi ti mostro come ho composto uno dei miei post preferiti: Victorian Psycho

(qui puoi trovare la recensione sul blog e qui il post su Instagram)

Grafica in cui riporto le copertine dei miei post instagram che ho creato per parlare del libro Victorian Psycho, in questo caso li ho impaginati per presentare il caso studio che ho scelto per l'articolo sul creatve copywriting e per illustrare il lavoro

1. La Palette:

La prima cosa che definisco è la palette: da qui stabilisco la struttura di base che mi aiuterà nella costruzione del post complessivo. Basandomi sulla copertina e le vibes della trama stessa, ricerco colori e tonalità che possano sposarsi al meglio con l'opera. A colpo d'occhio devi poter capire in che nicchia incasellare la lettura, prima ancora di sapere di cosa ti sto per parlare.

In questo caso parliamo di un gotico vittoriano con forti connotati splatter: ho quindi voluto giocare sul contrasto tra i toni caldi e accoglienti (che rappresentano l'alta società patinata e il clima famigliare in cui si ritrova la nostra protagonista) con dettagli rossi, un richiamo diretto al sangue e alla morte.

2. Il Background

Il passo successivo è creare uno sfondo che possa incorniciare l'opera, senza però scavalcarla. Non amo le basi monocolore, preferisco ricercare un'immagine che in qualche modo si sposi con il libro e ne richiami  le tematiche o la trama.

Con Victorian psycho ho voluto seguire le orme della copertina, cercando infatti un dipinto che non solo incarnasse l'opera, ma che desse un senso di continuità. 

(Via Unsplash, Art Institute of Chicago)

3. I Font

Arriviamo alla parte in cui deficito un po': la scelta dei caratteri. Non sono una grafica perciò non ho una grande conoscenza al riguardo, mi lascio guidare dall'occhio e dall'istinto, usando come base i font sulla copertina.

Voglio che nei miei lavori la mia impronta risulti uno sfondo, mentre il focus rimane sull'anima e lo spirito del libro.

In questo caso ho inserito dei font che utilizzo a livello universale (più per dividere a livello visivo, su Instagram i post lettura/recensioni, dai post dedicati alle poesie) ma possono variare a seconda del libro e del processo creativo di ogni contenuto, influenzato solitamente dalla trama.

Per quanto riguarda le pubblicazioni dedicate all'uscita dell'articoli sul blog invece, preferisco usare sempre i font che ho assegnato alla collana per mantenere una coerenza visiva poiché, in questo caso, il focus non è solo il libro in se,  ma l'articolo stesso.

4. Tone of Voice

Grande classico del mestiere, solitamente varia a seconda dell'azienda per cui si lavora e in base al tipo di contenuto che si deve creare, poiché rientra in quei pilastri che formano l'identità stessa del brand. 

In questo caso io utilizzo il mio ToV: che sia un articolo, un semplice post o un post promozionale per l'uscita di un libro, la mia dialettica non cambia. Niente paroloni, niente termini tecnici, il mio desiderio sarà sempre quello di voler risultare semplice, diretta e alla portata di tutti. Permetto solo alla poeticità di contaminare leggermente i miei testi, mi aiuta sempre a incarnare, anche attraverso le parole, lo spirito dell'opera di cui parlo.

Mi concedo di giocare di più con i contenuti dedicati alla sola opera, nei quali lascio spazio a dettagli di trama o, come in questo caso, ai TW. Questo mi permette sempre di mantenere l'attenzione del lettore puntata sul libro, aiutandolo a comprendere quali sono i temi principali e se la lettura potrebbe essere o meno di suo gusto.

5. Call to action

Le famosissime Call to action, che a tutti sarà capitato almeno una volta di sentirle nominare e che sembrano essere perfette per il terrorismo psicologico sul copywriting.

Io nei post di presentazione dell'opera non le inserisco, poiché sono post in cui semplicemente espongo la lettura di cui parleremo nei giorni successivi -  sono solita dedicare una settimana di contenuti a una lettura: durante la quale pubblico un primo post con una recensione generica e qualche citazione; successivamente pubblico un reel con le vibes e una citazione particolare che ho amato; e alla fine della settimana condivido il post che annuncia l'uscita dell'articolo con la recensione più completa.

Le CTA le inserisco (o le prendo in considerazione) nel contenuto di presentazione, se il post stesso serve anche ad annunciare l'uscita del libro, o un evento importante legato ad esso.

Puoi sbirciare il risultato finale di questo lavoro qui: Victorian psycho | Letture e Victorian psycho | Uscita articolo

Se invece ti piace come tratto le storie e vuoi valorizzare insieme a me la tua opera, puoi contattarmi via email a ladradipensieriblog@gmail.com o direttamente dal mio instagram @ladradipensieri


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